Nelle analisi del sangue si può vedere se hai un tumore?

giovedì, 15 Feb 2024

Gli esami del sangue sono strumenti diagnostici importanti per il monitoraggio della salute e per la diagnosi precoce di malattie, inclusi i tumori. Tuttavia, sebbene alcuni marcatori e valori possano indicare la presenza di un cancro, non costituiscono una conferma definitiva.

Indice argomenti

Introduzione

Gli esami del sangue sono un efficace strumento per la gestione della salute e per la diagnosi precoce di malattie, compreso il cancro. I ricercatori hanno identificato diversi marcatori (anche detti biomarker) e valori specifici che possono essere indicatori di un possibile tumore, consentendo ai medici di monitorare con precisione la condizione dei pazienti e intervenire precocemente.

Tuttavia, questi elementi non costituiscono una prova della presenza di un cancro nell’organismo, né possono essere considerati risolutivi nel processo di diagnosi di carcinoma [1, 2]. Una delle domande più frequenti nei pazienti oncologici è, infatti, proprio questa: “Nelle analisi del sangue si vede se hai un tumore?“. I test sierologici, allo stato attuale, non costituiscono uno strumento diagnostico definitivo. Diagnosticare un tumore da un prelievo di sangue di routine- le numerose ricerche in tal senso non hanno ancora fornito risultati – non fornisce alcuna certezza diagnostica.

In questo approfondimento, si cercherà di inquadrare l’argomento facendo riferimento alle più recenti ricerche scientifiche: sarà illustrato innanzitutto qual è il ruolo delle analisi del sangue in medicina oncologica con il dettaglio di alcune tecniche, analisi e alcuni test utili al riconoscimento dei principali segnali di un cancro, e infine sarà analizzato il processo che porta alla diagnosi definitiva di cancro.

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Analisi del sangue e diagnosi precoce di tumore

Ai fini del mantenimento e del monitoraggio della salute, gli esami del sangue svolgono un ruolo importante nella diagnosi precoce delle malattie, tra cui anche il cancro. Tuttavia, è importante sapere che dai semplici esami del sangue non è sempre possibile rilevare con certezza l’insorgenza di neoplasie, anche valutando i cosiddetti marcatori tumorali.

Il motivo è piuttosto complesso: la presenza di cellule tumorali nel sangue può essere sfuggente e non sempre è rilevabile chiaramente nei risultati standard degli esami ematochimici. I prelievi di sangue, tuttavia, sono disposti dagli oncologi per altri motivi: i medici spesso li richiedono per il controllo, ad esempio, dell’avanzamento della patologia e per assicurarsi che il tumore non abbia colpito e intaccato alcuni organi in particolare, come il fegato, i reni o le ossa [4].

Va, tuttavia, menzionato che, grazie al progresso medico-scientifico, esistono già oggi tecnologie che si stanno dimostrando promettenti nella diagnosi precoce dei tumori attraverso l’analisi del sangue; ad esempio la MCED (Multiple Cancer Early Detection), sviluppata dalla GRAIL, col nome commerciale di Galleri® test, consente il rilevamento di circa 50 tipi di tumore esaminando una sola goccia di sangue del paziente, con una percentuale trascurabile di falsi positivi [6].

E i marcatori tumorali nel sangue?

I marcatori tumorali sono sostanze prodotte dal corpo, spesso associate a una risposta dell’organismo in presenza di un tumore o di altre patologie. Si tratta di molecole di vario tipo: proteine, enzimi, ormoni o altre sostanze chimiche; la loro presenza nel sangue non è necessariamente correlata a una neoplasia e può produrre falsi positivi. Determinati biomarker possono infatti essere prodotti anche in assenza di una formazione tumorale. Tuttavia, dal momento che le cellule cancerose crescono in maniera più veloce rispetto a quelle sane, un alto livello di queste sostanze nel sangue può essere un indicatore della presenza sospetta di tali cellule tumorali [3].

In realtà, la misurazione dei marcatori tumorali è più utile dopo, e non prima, aver determinato la diagnosi. I marcatori tumorali nel sangue forniscono infatti indicazioni importanti sull’avanzamento (o la regressione) della malattia, consentendo ai medici di monitorare la risposta al trattamento e individuare eventuali recidive, come nel caso dei marcatori CD20 per il linfoma non-Hodgkin, le Beta-2-microglobulina (B2M) per il mieloma multiplo, i CEA, CA 15.3, CA 125, CA50 per il cancro al seno [5]. Inoltre, alcuni marcatori sono rilevati direttamente nel tessuto tumorale, come HER2 e EGFR, e non tramite analisi del sangue [4, 3].

I marcatori tumorali possono variare a seconda del tipo di cancro e dei tessuti interessati: dal momento che i tumori costituiscono un gruppo di patologie molto complesso, non ci sono marcatori universalmente affidabili, né esiste un unico marcatore che sia specifico per tutte le varietà di cancro. Alcuni marcatori semplicemente appaiono in quantità maggiore in concomitanza con la presenza di alcuni tipi di cancro: il marcatore denominato CEA, ad esempio, è associato al cancro al colon retto, l’alfafetoproteina al cancro al fegato o ad altri tipi di cancro negli uomini e nelle donne non in gravidanza, il PSA al cancro alla prostata così come di un’infiammazione della stessa ghiandola [3].

Per questo motivo, i medici tendenzialmente prescrivono test specifici in base ai sintomi del paziente e alle sue condizioni di salute. La ricerca e lo sviluppo continuo nel campo dell’oncologia, tuttavia, stanno portando all’identificazione di nuovi marcatori e a test sempre più sensibili per la rilevazione precoce delle neoplasie e delle loro specificità.

Biopsia liquida: cos’è?

La biopsia liquida è una tecnica innovativa utilizzata nella diagnosi e nel monitoraggio del cancro: si tratta di un test non invasivo che preleva campioni di fluidi corporei, come il sangue, per rilevare la presenza di cellule tumorali o materiale genetico rilasciato dai tumori nel flusso sanguigno. In particolare, il test ricerca il DNA tumorale circolante nel sangue periferico [2].

I risultati della biopsia liquida possono fornire importanti evidenze sull’avanzamento del cancro, come ad esempio la presenza di mutazioni genetiche specifiche o l’efficacia delle terapie in corso: allo stato attuale della ricerca, quindi, questo esame è utilizzato più frequentemente durante la terapia piuttosto che nei test che conducono alla diagnosi. La biopsia liquida è particolarmente utile nel monitorare la risposta al trattamento nel tempo e nell’individuare eventuali recidive precoci [2].

Questo tipo di biopsia, pur non essendo applicata per la diagnosi, offre inoltre numerosi vantaggi rispetto alle biopsie tradizionali, poiché è meno invasiva, più rapida, non comporta particolari rischi per il paziente, e può essere ripetuto più volte durante il percorso di cura.

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Come si effettua una diagnosi di cancro

La diagnosi di cancro in oncologia è un processo complesso che implica l’utilizzo di molteplici strumenti e test per valutare la salute dei pazienti. In caso di sospetto tumore, i medici dispongono esami approfonditi, inclusi screening e prelievi di tessuti e campioni biologici, per rilevare la presenza di cellule tumorali e valutare le alterazioni di marcatori specifici.

Tra i test diagnostici più comuni vi sono esami di imaging come TC, MRI e radiografie, che consentono di rilevare anomalie nei tessuti e nelle dimensioni degli organi. Questi esami, tuttavia, sono spesso prescritti per la cura o la diagnosi di altre patologie, e solo incidentalmente possono fornire informazioni sull’eventuale presenza di una formazione cancerogena. Più spesso, la sospetta presenza di tumori si basa sui segni clinici e sull’esame fisico condotto da medici specializzati. I test di imaging come radiografie, ecografie o TC possono rivelare anomalie indicative di tumore, ma non confermano la diagnosi.

La biopsia, che può essere guidata da ecografia o TC, è necessaria per confermare la presenza di cellule tumorali. Questo esame si effettua tramite il prelievo e l’analisi di campioni di tessuto sospetto, ed è il test principale non solo nella conferma della diagnosi, ma anche nella valutazione delle caratteristiche specifiche del tumore. La biopsia, infatti, può essere utilizzata anche nella stadiazione, cioè nella determinazione dello stadio del tumore; è inoltre spesso eseguita insieme alla prima fase chirurgica del trattamento iniziale del tumore.

Come precedentemente affermato, l’aumento dei marcatori tumorali non è necessariamente un segnale di cancro; potrebbe infatti essere causato da altre condizioni come infezioni o infiammazioni. Per questa ragione, una diagnosi accurata richiede una valutazione completa che va oltre le semplici analisi del sangue, condotta da parte di un medico esperto [3].

La diagnostica dei tumori è un settore in continua evoluzione: i ricercatori continuano a sviluppare nuove tecnologie e approcci per migliorare la precisione della diagnosi e il monitoraggio delle neoplasie, contribuendo così alla gestione ottimale della malattia.

In sintesi

Le analisi del sangue rappresentano uno strumento rilevante nel campo della medicina oncologica, fornendo dati preziosi per il monitoraggio della salute e la diagnosi precoce di malattie, inclusi i tumori. Tuttavia, nonostante l’importanza dei marcatori tumorali nel sangue, è fondamentale riconoscere che questi elementi da soli non sono sufficienti a diagnosticare con certezza la presenza di un cancro. La diagnosi di cancro rimane un processo complesso che richiede al paziente di sottoporsi a esami dettagliati, tra cui imaging avanzato, biopsie e valutazioni cliniche approfondite da parte di specialisti.

In questo contesto, la biopsia liquida emerge come una tecnica promettente, che potrebbe rivoluzionare il monitoraggio e la diagnosi del cancro, offrendo un approccio meno invasivo e più dinamico nel rilevare la presenza di cellule tumorali o materiale genetico rilasciato dai tumori anche se la sua applicazione principale rimane, allo stato attuale. quella di monitoraggio durante la terapia, piuttosto che per la diagnosi iniziale.

La ricerca in oncologia continua a progredire, portando allo sviluppo di nuovi marcatori e tecniche diagnostiche che, in futuro, potranno migliorare ulteriormente la precisione e l’efficacia della diagnosi e del trattamento del cancro.

Fonti e bibliografia

  1. Fondazione Veronesi Magazine, Un esame del sangue non può fare diagnosi precoce di tumore URL: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/un-esame-del-sangue-non-puo-fare-diagnosi-precoce-di-tumore
  2. Diagnosticare un tumore da un prelievo di sangue non è ancora possibile URL: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/diagnosticare-un-tumore-da-un-prelievo-di-sangue-non-e-ancora-possibile
  3. AIRC, Ricerca di marcatori tumorali nel sangue URL: https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/guida-agli-esami/marcatori-tumorali
  4. Manuale MSD, Diagnosi di cancro URL: https://www.msdmanuals.com/it/casa/cancro/panoramica-sui-tumori/diagnosi-di-cancro
  5. La Repubblica, Marcatori tumorali: quando sono utili e quando no? URL: https://la.repubblica.it/saluteseno/esperti/marcatori-tumorali-facciamo-chiarezza/4323/
  6. Galleri test [GRAIL] URL: https://grail.com/galleri-test/

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