Tumore alla prostata: cause, sintomi e prevenzione

mercoledì, 06 Dic 2023

La prostata è una ghiandola esclusiva del sistema riproduttivo maschile che ha la funzione di produrre una componente del liquido seminale, essenziale per la motilità e la nutrizione degli spermatozoi. Il tumore (carcinoma) prostatico si origina quando le cellule ghiandolari iniziano a proliferare in modo anomalo e incontrollato.

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Tumore della prostata: cos’è?

La carcinogenesi prostatica si innesca quando le cellule sane della prostata subiscono alterazioni/mutazioni, portando a una proliferazione incontrollata e alla formazione di un tumore. I tumori possono essere classificati come benigni o maligni. I tumori maligni hanno il potenziale di invadere e metastatizzare in siti distanti, mentre i tumori benigni sono caratterizzati da una crescita localizzata senza potenziale metastatico.

Il cancro della prostata mostra caratteristiche distintive se confrontato con altre neoplasie. Una proporzione significativa dei tumori prostatici mostra un comportamento indolente, con un limitato potenziale di metastasi. Molte di queste neoplasie progrediscono a un ritmo lento, rimanendo spesso asintomatiche e inconseguenti per lunghi periodi.

Il cancro della prostata metastatico può spesso essere gestito terapeuticamente, permettendo ai pazienti di mantenere uno stato di salute e qualità di vita soddisfacente per periodi prolungati. Tuttavia, le malattie non responsive o refrattarie alle terapie possono causare sintomi clinici come dolore e affaticamento e, in certi casi, possono risultare fatali. Una sorveglianza continua per valutare la progressione temporale della malattia è fondamentale. La velocità di crescita della neoplasia aiuta gli specialisti a formulare strategie terapeutiche appropriate e a determinare il momento ottimale per l’intervento.

Dal punto di vista istologico, la morfologia cellulare del cancro della prostata all’esame microscopico può variare: l’adenocarcinoma è il sottotipo istologico predominante osservato nelle neoplasie prostatiche; varianti istologiche più rare comprendono il cancro della prostata neuroendocrino e il cancro della prostata a piccole cellule. Questi ultimi due sottotipi generalmente mostrano un decorso clinico più aggressivo, producono livelli ridotti di antigene prostatico specifico (PSA) e mostrano una disseminazione extraprostatica precoce [1].

Dati epidemiologici

In Italia, il carcinoma prostatico rappresenta la principale neoplasia identificata nella popolazione maschile, costituendo il 18,5% del totale dei tumori diagnosticati negli uomini. Secondo le stime riferite al 2020, sono stati identificati 36.074 nuovi casi a livello nazionale. Nonostante un’alta incidenza, la probabilità che la patologia conduca a un esito letale è limitata, in particolare se si procede con interventi tempestivi. Si è registrata una decrescita nei tassi di mortalità del 15,6% nel 2020 rispetto al 2015.

Tale tendenza è corroborata dai dati sulla sopravvivenza: in media, il 92% dei pazienti è ancora in vita cinque anni dopo la diagnosi. Questa percentuale rappresenta uno dei tassi di sopravvivenza più elevati tra le neoplasie, un dato particolarmente rilevante considerando l’età avanzata della maggior parte dei pazienti affetti.

Per quanto riguarda l’incidenza, ossia il numero di nuovi casi identificati in uno specifico lasso di tempo, essa ha evidenziato un incremento nell’ultimo decennio. Questa crescita coincide con l’ampia adozione di test diagnostici, come il test PSA (antigene prostatico specifico), che, sebbene non siano sempre determinanti, hanno facilitato la diagnosi precoce [2].

Tumore della prostata: principali cause e fattori di rischio

L’eziologia del cancro alla prostata non è completamente compresa, ma sono stati identificati diversi fattori di rischio [3]:

  • età: l’incidenza aumenta con l’avanzare dell’età, con la maggior parte dei casi diagnosticati in individui oltre i 50 anni;
  • etnia: la prevalenza del cancro alla prostata è maggiore nei maschi di origine africana rispetto a quelli asiatici;
  • predisposizione genetica: una storia familiare di cancro alla prostata in un parente maschio di primo grado diagnosticato prima dei 60 anni sembra aumentare il rischio. Inoltre, la presenza di cancro al seno in parenti femminili stretti potrebbe anche incrementare la probabilità di insorgenza del cancro alla prostata;
  • Indice di Massa Corporea (BMI): ricerche emergenti indicano una potenziale associazione tra obesità e rischio di cancro alla prostata. L’aderenza a una dieta equilibrata e l’attività fisica regolare potrebbero mitigare questo rischio;
  • abitudini alimentari: ricerche scientifiche in corso mirano a chiarire la relazione tra abitudini alimentari e cancro alla prostata. I dati preliminari suggeriscono che un elevato apporto di calcio potrebbe essere correlato a un aumentato rischio della malattia.

La presenza di mutazioni in geni specifici, quali BRCA1 e BRCA2, noti per il loro ruolo nell’insorgenza di tumori mammari e ovarici, nonché la manifestazione della Sindrome di Lynch (cancro colorettale ereditario non poliposico, HNPCC), possono correlarsi ad un elevato rischio di sviluppare carcinoma prostatico [2].

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Tumore della prostata: sintomi

Il cancro alla prostata tipicamente rimane asintomatico fino a quando il tumore non si è espanso sufficientemente da esercitare pressione sull’uretra, il condotto che facilita l’uscita dell’urina dalla vescica attraverso il pene.

Le potenziali manifestazioni del cancro alla prostata comprendono:

  • maggiore frequenza urinaria, in particolare durante la notte;
  • un bisogno urgente di urinare;
  • difficoltà nell’iniziare la minzione;
  • durata prolungata della minzione con possibile sforzo;
  • diminuzione della forza del flusso urinario;
  • sensazione di svuotamento incompleto della vescica;
  • presenza di sangue nelle urine o nel liquido seminale.

Tuttavia, questi indicatori non sono una prova conclusiva di cancro alla prostata. Un ingrossamento della prostata in molti uomini anziani spesso risulta da una condizione non maligna denominata iperplasia prostatica benigna.

Nel caso il cancro metastatizzi, gli indicatori potrebbero comprendere disagio osseo e dorsale, riduzione dell’appetito, dolore testicolare e perdita di peso inaspettata [3].

Tumore della prostata: diagnosi

L’iter diagnostico del carcinoma prostatico inizia con una visita medica generale, che potrebbe portare a un ulteriore consulto con l’urologo. Le indagini possibili sono [4]:

  • Esplorazione rettale digitale: l’urologo verifica le condizioni della prostata inserendo un dito lubrificato nell’ano. Questo può rivelare indizi sulla presenza di tumori o altre condizioni.
  • Test del PSA: un prelievo di sangue che misura l’antigene prostatico-specifico (PSA). Sebbene informativo, può presentare anomalie dovute a vari fattori, pertanto i risultati devono essere interpretati tenendo conto della storia clinica del paziente.
  • Ecografia transrettale (TRUS): tecnica di imaging che usa ultrasuoni per visualizzare la prostata e può guidare l’esecuzione di biopsie.
  • Biopsia: prelievo di campioni di cellule prostatiche per analisi istologica. Può essere eseguita attraverso un approccio transrettale o transperineale.
  • Biopsia mirata con tecnica di fusione: combina immagini da risonanza magnetica con ecografia per ottenere biopsie precise.
  • Scintigrafia ossea: tecnica di imaging che identifica cellule tumorali nelle ossa. Viene eseguita in medicina nucleare.
  • Tomografia computerizzata (TC): fornisce immagini dettagliate del corpo, rilevando tumori e metastasi.
    Risonanza magnetica multiparametrica (MP-RM): esame avanzato che combina diverse modalità di imaging della prostata e richiede attrezzatura specifica.
  • Tomografia a emissione di positroni (PET-TC): fornisce informazioni metaboliche sul tumore utilizzando un radiofarmaco specifico.

Queste procedure forniscono un quadro dettagliato delle condizioni prostatiche e aiutano nella diagnosi e nel monitoraggio del carcinoma prostatico.

Tumore della prostata: trattamenti e importanza della prevenzione

Esistono diversi approcci terapeutici per affrontare il tumore alla prostata, ognuno con specifici vantaggi e effetti collaterali; considerando attentamente le caratteristiche del paziente (come età, aspettativa di vita e simili) e i dettagli della malattia (come la tipologia e il livello di rischio, dipendente anche dallo stadio della neoplasia), l’urologo potrà suggerire l’opzione terapeutica più idonea e personalizzata [2].

Per i pazienti oncologici che devono affrontare un percorso terapeutico per il tumore della prostata, ci sono diverse opzioni di trattamento disponibili. Tra i trattamenti standard ci sono la sorveglianza attiva o l’osservazione attenta, gli interventi chirurgici, il trattamento radiante combinato con radiofarmaci, i trattamenti ormonali, la chemioterapia, le terapie target (terapie a bersaglio molecolare), l’immunoterapia e la terapia con bifosfonati [5].

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Prevenzione del tumore della prostata

Al momento, non vi sono protocolli specifici di prevenzione primaria per il carcinoma prostatico. Tuttavia, è riconosciuto che l’adozione di determinate prassi comportamentali può contribuire alla prevenzione. Tra queste, si consiglia un incremento nell’assunzione di frutta, verdura e cereali integrali, e una limitazione del consumo di carni rosse, in particolare quelle ad alto contenuto di grassi o eccessivamente cotte, oltre che di alimenti con elevati grassi saturi.

È essenziale, inoltre, mantenere un indice di massa corporea entro i parametri standard e assicurare una costante attività fisica. Bastano trenta minuti giornalieri di esercizio, anche una semplice camminata a ritmo sostenuto.

Per quanto riguarda la prevenzione secondaria, si raccomanda di consultare regolarmente un professionista medico e, qualora sussistano predisposizioni familiari o sintomi urinari, è opportuno sottoporsi annualmente a una visita urologica [2].

Conclusioni

Il carcinoma prostatico rappresenta una delle principali sfide oncologiche nei pazienti di sesso maschile, evidenziato dalla sua alta incidenza nella popolazione italiana. Nonostante ciò, la diagnosi precoce e i progressi terapeutici hanno portato a un tasso di sopravvivenza significativamente alto, sottolineando l’importanza di una diagnosi tempestiva.

Le origini eziologiche di questa neoplasia rimangono complesse e non completamente comprese, ma i fattori di rischio identificati forniscono importanti indicatori. L’ampia gamma di sintomi associati, che spesso appaiono in stadi avanzati, rende fondamentale la vigilanza medica, soprattutto per coloro che rientrano nelle categorie a rischio.

Il test PSA, pur non essendo infallibile, ha rivoluzionato il panorama diagnostico, facilitando la rilevazione precoce della malattia. Tuttavia, è essenziale interpretare correttamente questi risultati alla luce della storia clinica completa del paziente.

Mentre le opzioni terapeutiche per il tumore della prostata sono numerose e continuano a evolversi, la prevenzione rimane un pilastro nella lotta contro la malattia. L’adozione di stili di vita sani, insieme a controlli medici regolari, è essenziale per ridurre l’incidenza e migliorare l’outcome dei pazienti affetti.
In conclusione, la chiave per affrontare il carcinoma prostatico risiede in un approccio integrato: prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti avanzati giocano un ruolo fondamentale nel migliorare la prognosi e la qualità della vita dei pazienti.

Fonti

  1. Prostate cancer: introduction [Cancer.net] URL: https://www.cancer.net/cancer-types/prostate-cancer/introduction
  2. Tumore alla prostata [AIRC] URL: https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-della-prostata
  3. Prostate cancer: causes [NHS] URL: https://www.nhs.uk/conditions/prostate-cancer/causes/
  4. Diagnosi per il cancro della prostata [AIMAC] URL: https://www.aimac.it/libretti-tumore/cancro-prostata/diagnosi-cancro-prostata
  5. Prostate treatment [Cancer.gov] URL: https://www.cancer.gov/types/prostate/patient/prostate-treatment-pdq

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