Tumore alla tiroide: cause, sintomi e fattori di rischio

lunedì, 08 Gen 2024

Il tumore alla tiroide è una condizione in cui si sviluppano cellule tumorali nella ghiandola della tiroide, che è situata nella parte anteriore del collo e importante per il corretto funzionamento del metabolismo. Le cause esatte non sono sempre chiare, ma alcuni fattori di rischio includono l’esposizione alle radiazioni e particolari condizioni mediche preesistenti. Con una diagnosi precoce e un trattamento adeguato, la prognosi per il tumore alla tiroide è spesso positiva. In questo articolo saranno identificati alcuni tratti distintivi del tumore alla tiroide, con sintomi e diagnosi, nonché strategie terapeutiche e di prevenzione.

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Tumore della tiroide: cos’è?

La tiroide è una ghiandola a forma di di farfalla, collocata nella parte anteriore del collo, accanto al cosiddetto “pomo d’Adamo”; ha due estensioni laterali che circondano la laringe e che sono chiamati “lobi” tiroidei, mentre la parte centrale che li collega è chiamata “istmo”. Il suo compito è particolarmente importante: essendo una ghiandola endocrina, è responsabile della produzione degli ormoni tiroidei, che vengono rilascianti nel flusso sanguigno e che, tra l’altro, regolano il ritmo cardiaco, la temperatura corporea e alcune funzioni metaboliche, influenzando in modo decisivo il modo in cui il corpo utilizza e brucia i nutrienti essenziali introdotti tramite l’alimentazione.

Il cancro alla tiroide, perciò, ha un forte impatto sulla vita e sulla salute dei pazienti, specie nei bambini, in cui anomalie negli ormoni tiroidei possono causare problemi nella crescita e nello sviluppo fisico e mentale, specie nel caso in cui si manifesti una loro carenza.

In oncologia, il cancro alla tiroide è ritenuta una patologia originata dalla trasformazione delle cellule all’interno dell’organo omonimo [1].

Il tumore si manifesta non tanto con un ingrossamento della tiroide, quanto con la formazione di piccoli noduli, neoformazioni che possono essere di natura benigna (il più delle volte) o maligna. Un nodulo di natura maligna ha di solito queste caratteristiche [2]:

  • non è pieno di liquido come una cisti, bensì è solido e duro;
  • al contrario delle cellule sane, non produce ormoni tiroidei;
  • cambia dimensione, crescendo rapidamente;
  • è presente in concomitanza con un ingrossamento dei linfonodi nel collo [2].

Tumore della tiroide: cause e fattori di rischio

Le cause del tumore della tiroide non sono ancora conosciute, ma si ritiene una certa ipersensibilità della ghiandola alle radiazioni, che possono causare alterazioni a livello cellulare. Questo tipo di tumore, perciò, è tra i più comuni fra coloro che, durante l’infanzia, hanno subito terapie o trattamenti a base di radiazioni alla testa, al collo o al torace, specie per neoplasie benigne (va precisato, tuttavia, che oggi la radioterapia non è più raccomandata per curare le neoformazioni benigne) [2].

Tra le circostanze che possono aumentare le possibilità di sviluppare un cancro alla tiroide, si annoverano inoltre anche:

  • sindromi genetiche ereditarie: circa 2 casi su 10 di un tipo specifico di cancro della tiroide, detto “midollare”, ad esempio, provengono da un’anomalia genetica familiare ereditata dai genitori [3];
  • carenza di iodio, che sembra essere connessa con una maggiore incidenza di alcuni tipi di cancro alla tiroide (bisogna tuttavia precisare che questa motivazione ha un minor peso perché lo iodio viene solitamente aggiunto al sale e ad altri alimenti) [3].

Tumore della tiroide: sintomi

Il tumore alla tiroide è noto per essere una condizione che spesso progredisce silenziosamente e può rimanere asintomatico per molto tempo. Solitamente una tiroide sana non si può notare sotto la pelle del collo: se è sana, la tiroide non presenta noduli o ingrossamenti (gozzo). La presenza di un tumore può quindi essere segnalata da un nodulo isolato percepibile alla palpazione, nella parte anteriore del collo [4]. Va però ricordato che solo una percentuale che varia tra il 5 e il 10% dei noduli è di natura maligna, quindi la sua sola presenza non va ritenuta un fattore discriminante per la diagnosi [1].

Si suggeriscono controlli specialistici in presenza dei seguenti sintomi [4]:

  • difficoltà a deglutire;
  • difficoltà respiratorie (la sensazione descritta è quella che si ha aspirando l’aria da una cannuccia);
  • tosse costante, non connessa ad altri sintomi influenzali;
  • raucedine o altri cambiamenti nella voce;
  • dolore localizzato nella parte anteriore del collo, fino alle orecchie [4].

Come è evidente, si tratta di sintomi molto vaghi e aspecifici, che devono necessariamente essere analizzati con un’accurata diagnosi all’interno di una visita medica oncologica. I sintomi possono inoltre manifestarsi in modo molto vario e con intensità diversa a seconda del tipo di tumore alla tiroide, della localizzazione delle cellule tumorali e della sua fase di sviluppo.

Tumore della tiroide: diagnosi

Se si sospetta un problema alla tiroide o si riscontrano dei sintomi, è fondamentale consultare un medico per una valutazione completa. La diagnosi precoce del tumore alla tiroide è essenziale per un trattamento efficace.

Quando si individua un nodulo al tatto, ad esempio, e si ha il sospetto di un possibile sviluppo tumorale, sarà cura del medico prescrivere una serie di esami volti a stabilire una diagnosi.

In particolare, come primo test si misureranno i valori degli ormoni tiroidei nel sangue (FT3 ed FT4) e il TSH, da cui si accerta il corretto funzionamento della ghiandola. Anomalie nei valori dell’esame non indicano necessariamente la presenza di una massa tumorale, ma anche il verificarsi di una possibile malattia di tipo infiammatorio o autoimmune (oppure, come accennato, la presenza di una tumore benigno, un adenoma tossico facilmente curabile). Il medico può suggerire di misurare anche gli autoanticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi, sempre per escludere patologie autoimmuni parallele.

L’ecografia, invece, rimane ad oggi l’esame più efficace per identificare la presenza dei noduli, a prescindere dalle loro dimensioni, che possono essere anche molto piccoli. Dall’interpretazione dell’ecografia possono essere identificati i noduli che più probabilmente sono soggetti a ischio di malignità, che verranno sottoposti a un successivo esame citologico, che prevede la raccolta e l’analisi delle cellule dall’area di interesse. Il materiale agoaspirato permette di definire il rischio di carcinoma.

A volte viene consigliata anche una scintigrafia tiroidea, un esame il cui scopo è valutare la capacità della tiroide (e di eventuali noduli) di captare lo iodio. L’esame si effettua iniettando piccolissime dosi di iodio radioattivo. Anche in questo caso, qualora alcuni noduli dovessero rivelarsi iperattivi, non necessariamente dovrebbero considerarsi maligni: più comunemente, si è di fronte a un caso (piuttosto comune) di ipertiroidismo.

Un ulteriore approfondimento diagnostico può effettuato tramite una TAC o una risonanza magnetica del collo, consigliate specie se si sospetta una diffusione del tumore al tessuto e nelle zone limitrofe, con eventuali metastasi a distanza [1].

Tumore della tiroide: trattamento e prevenzione

Premettendo che esistono vari tipi di cancro tiroideo e che ognuno ha un trattamento specifico. La forma più frequente è quella differenziata (di tipo papillare e follicolare), che da sola copre circa il 90% dei casi; la forma scarsamente differenziata copre invece tra il 5 e il 7%, come la già citata forma midollare; infine ricordiamo anche la forma indifferenziata o anaplastica, che si attesta sul 2-3%. Nelle forme ben differenziate il tasso di sopravvivenza è molto alto (oltre il 90% a 10-15 anni dalla diagnosi, con le cure adeguate), mentre le altre forme hanno un tasso leggermente inferiore [1].

L’approccio più comune degli specialisti è che il primo trattamento coinvolga la chirurgia, quando possibile, possibilmente seguita da terapia con radioiodio. In seguito a una tiroidectomia parziale, inoltre, si consigliano una terapia con calcitonina, tiroxina o ormone stimolante della tiroide.

L’analisi NGS (Next-Generation Sequencing) per il tumore alla tiroide è una tecnologia avanzata di sequenziamento del DNA che consente di esaminare simultaneamente numerosi geni per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro alla tiroide. Questo tipo di analisi è particolarmente utile nel contesto dei tumori tiroidei per diversi motivi:

  • Identificazione di Mutazioni Specifiche: l’NGS può identificare mutazioni in diversi geni che sono importanti nella patogenesi dei tumori tiroidei, come BRAF, RET, RAS e altri.
  • Personalizzazione del Trattamento: le informazioni ottenute dall’NGS possono aiutare i medici a personalizzare il trattamento per il paziente. Ad esempio, la presenza di specifiche mutazioni può indicare che il paziente potrebbe beneficiare di determinati farmaci mirati.
  • Valutazione del Rischio e Prognosi: l’analisi NGS può aiutare nella valutazione del rischio e della prognosi del tumore. Alcune mutazioni possono essere associate a una maggiore aggressività del tumore o a una maggiore probabilità di recidiva.
  • Selezione per Studi Clinici: i pazienti con mutazioni specifiche rilevate tramite NGS possono essere candidati per studi clinici che testano nuovi trattamenti mirati a quelle mutazioni.
  • Monitoraggio della Malattia: l’NGS può essere utilizzato anche per monitorare la risposta al trattamento e rilevare precocemente eventuali recidive.
  • Chemioterapia e radioterapia hanno un ruolo più marginale nella cura del cancro alla tiroide rispetto ad altri tipi di tumori, ma possono essere utilizzati in caso di cancro alla tiroide anaplastico, per il quale sono raccomandate anche farmaci specifici e terapie a bersaglio molecolare [5].

L’analisi approfondita del cancro alla tiroide permette all’oncologo di conoscere a fondo la patologia e di somministrare i farmaci corretti. Scopri le nostre analisi.

In sintesi

Il tumore alla tiroide è un cancro che origina nella tiroide e può presentarsi sottoforma di piccoli noduli, benigni o maligni. Alcuni sintomi, specie nella fase iniziale, possono essere confusi con altre patologie che interessano la tiroide (come ipotiroidismo o ipertiroidismo) e includono difficoltà a deglutire, cambiamenti vocali, difficoltà respiratorie e tosse costante. La diagnosi coinvolge esami del sangue per misurare gli ormoni tiroidei, l’ecografia per identificare i noduli e, se necessario, un esame citologico per valutare il rischio di cancro.

Il trattamento coinvolge spesso la chirurgia e, in alcuni casi, la terapia con radioiodio. Le forme ben differenziate hanno un alto tasso di sopravvivenza, mentre altre forme possono avere una prognosi meno favorevole. Tuttavia, è fondamentale considerare che la prognosi per il cancro tiroideo differenziato, la forma più diffusa, è generalmente positiva, con un alto tasso di sopravvivenza. La prevenzione specifica del cancro tiroideo è limitata, ma in generale il rilevamento precoce è essenziale per un trattamento efficace.

Fonti e bibliografia

  1. AIRC, Tumore della tiroide URL: https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-della-tiroide
  2. Manuale MSD, versione per pazienti, Tumore della tiroide URL: https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-ormonali-e-metabolici/disturbi-della-tiroide/tumore-della-tiroide
  3. WebMD, What Is Thyroid Cancer? URL: https://www.webmd.com/cancer/what-is-thyroid-cancer
  4. WebMD, What Are the Symptoms of Thyroid Cancer? URL: https://www.webmd.com/cancer/thyroid-cancer-symptoms
  5. Medscape, Thyroid Cancer Treatment Protocols URL: https://emedicine.medscape.com/article/2007769-overview

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