Antineoplastici: tipologie e somministrazione

venerdì, 19 Gen 2024

I farmaci antineoplastici, comunemente definiti come agenti antitumorali, sono impiegati nella terapia oncologica per il trattamento delle neoplasie maligne.

Indice argomenti

Farmaci antineoplastici: cosa sono?

Gli agenti antineoplastici, o farmaci antitumorali, rappresentano una classe ampia e diversificata di farmaci. Generalmente, questi agenti hanno impieghi limitati ma significativi e spesso presentano un’importante epatotossicità.

Classificare gli agenti antineoplastici è arduo. Per convenzione, vengono categorizzati in:

  • antibiotici antitumorali, interferendo con gli enzimi essenziali alla sintesi del DNA, sono utilizzati per trattare diverse tipologie di cancro;
  • inibitori delle topoisomerasi, che perturbano l’attività di alcuni enzimi coinvolti nella replicazione del DNA, vengono utilizzati in caso di leucemie, cancri polmonari, ovarici e gastrointestinali;
  • farmaci antimicotici, impedendo la riproduzione delle cellule tumorali, sono adoperati per trattare varie forme di tumori, quali quelli al seno, ai polmoni, mielomi, linfomi e leucemie;
  • corticosteroidi, che riducono la crescita delle cellule tumorali, vengono impiegati sia per mitigare nausea e vomito sia in combinazione con la chemioterapia per prevenire reazioni allergiche ai farmaci chemioterapici;
  • farmaci che mirano alle cellule tumorali influenzate da mutazioni genetiche associate ai tumori sono utilizzati sia come agenti antineoplastici sia come trattamenti post-terapia antitumorale per mantenere la remissione e prevenire le recidive;
  • agenti differenziati, che inducono le cellule tumorali a riacquistare caratteristiche “normali”;
  • ormoni, che rallentano la crescita di tumori al seno, alla prostata, all’endometrio, agendo sia impedendo al tumore di utilizzare gli ormoni prodotti dall’organismo sia bloccando la loro sintesi;
  • farmaci che stimolano il sistema immunitario affinché riconosca e attacchi le cellule tumorali, vengono utilizzati nell’ambito dell’immunoterapia.

Negli anni recenti, tuttavia, il gruppo delle varie categorie include alcuni degli agenti più importanti. I farmaci antitumorali possono essere inoltre classificati in base all’indicazione (linfoma, leucemia, melanoma, tumore solido), al meccanismo d’azione (quali agenti alchilanti, antibiotici, modificatori della risposta biologica, antiandrogeni, inibitori delle topoisomerasi o inibitori delle proteine chinasi), alla struttura chimica (analoghi dell’acido folico, complessi di coordinazione del platino, analoghi delle purine o pirimidine, anticorpi monoclonali) o come citotossici, aspecifici, non citotossici o mirati [1].

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Tipologie di farmaci antineoplastici

Di seguito una panoramica sulle principali tipologie di farmaci antitumorali ad oggi disponibili [2].

Anticorpi monoclonali

L’immunoterapia oncologica si avvale dell’impiego di vaccini terapeutici e di anticorpi monoclonali, una metodologia che sta dimostrando risultati progressivamente promettenti.

Gli anticorpi monoclonali sono entità sintetiche, prodotte in ambiente controllato di laboratorio, e sono progettati emulando la struttura degli anticorpi naturalmente generati nell’organismo umano dai linfociti B. Questi ultimi sono attivati in risposta a stimoli esterni, come agenti infettivi che presentano sulla loro superficie specifiche sostanze, comunemente piccole porzioni di proteine note come antigeni, verso cui gli anticorpi esibiscono reattività.

Nell’ambito dell’oncologia, alcuni anticorpi monoclonali sono specificatamente direzionati verso antigeni di membrana peculiari delle cellule tumorali. Un esempio rilevante è il rituximab, un anticorpo che si lega al CD20, un antigene distintivo delle neoplasie derivanti dai linfociti B. Altri anticorpi, invece, hanno come bersaglio molecole di superficie che partecipano alla regolazione della risposta immunitaria, in particolare i cosiddetti checkpoint immunitari. Tra questi si annovera il PD-1, una molecola espressa dai linfociti T, che gioca un ruolo essenziale nella modulazione dell’attività immunitaria contro le cellule tumorali [3].

Chemioterapia di combinazione (polichemioterapia)

La polichemioterapia antineoplastica, o chemioterapia di combinazione, implica l’impiego concomitante di due o più agenti chemioterapici (talvolta definito come “cocktail di farmaci”) al fine di sfruttare le diverse modalità di azione di questi farmaci sulle cellule tumorali. Questo approccio terapeutico è fondato sull’ipotesi che l’uso combinato di farmaci, ognuno con meccanismi d’azione distinti, possa produrre effetti sinergici, ovvero lavorare congiuntamente per conseguire un risultato terapeutico che non sarebbe ottenibile mediante l’uso singolo di ciascun farmaco. Inoltre, la combinazione di farmaci potrebbe contribuire a ritardare lo sviluppo di resistenza terapeutica al singolo agente.

In alcuni casi, la strategia di somministrazione combinata consente l’uso di dosaggi più bassi rispetto a quelli necessari nel caso di somministrazione monoterapica. L’impiego di dosi inferiori può risultare in una riduzione della tossicità e degli effetti collaterali associati al trattamento chemioterapico, migliorando così il profilo di tollerabilità e sicurezza per il paziente.

Chemioterapici antitumorali

Allo stato attuale, la farmacologia oncologica dispone di un ampio arsenale terapeutico, comprendente circa un centinaio di agenti chemioterapici, destinati al trattamento delle diverse forme di neoplasie.

Questi farmaci sono classificati in sette principali categorie:

  • Antimetaboliti
  • Farmaci ad elevata reattività chimica
  • Farmaci complessanti il DNA
  • Antimitotici
  • Ormoni
  • Enzimi
  • Farmaci vari

Ciascuna di queste categorie è ulteriormente suddivisa in sottogruppi, basati sui loro specifici meccanismi d’azione, profili di efficacia e tossicità, nonché le indicazioni cliniche pertinenti [4].

Immunomodulatori

Un agente immunomodulatore, alternativamente definito come immunoregolatore, rappresenta una classe di farmaci caratterizzati dalla capacità di influenzare l’attività del sistema immunitario. Questa regolazione può manifestarsi in due modalità principali. Da un lato, l’agente può operare come immunosoppressore, riducendo o limitando la risposta immunitaria, qualora l’obiettivo terapeutico richieda una modulazione negativa dell’attività immunitaria. Dall’altro lato, nel caso in cui il farmaco eserciti un effetto positivo, incrementando o promuovendo l’attività immunitaria, esso è classificato come immunostimolante.

Le modalità terapeutiche immuno-oncologiche hanno lo scopo di stimolare il sistema immunitario, permettendogli di identificare e combattere le cellule neoplastiche. Questo approccio può anche consentire un controllo prolungato della crescita tumorale, talvolta persistente per anni anche dopo l’interruzione del trattamento [5].

Inibitori dell’angiogenesi

I tumori solidi sono limitati nella loro capacità di crescita e metastasi in assenza di un adeguato apporto sanguigno. La ricerca scientifica ha portato allo sviluppo di farmaci noti come inibitori dell’angiogenesi, i quali impediscono efficacemente la crescita tumorale ostacolando la formazione di una rete vascolare aberrante. L’obiettivo primario di questi agenti anti-angiogenici è precludere e/o rallentare la progressione tumorale, impedendo la neovascolarizzazione patologica essenziale per l’apporto di nutrienti e ossigeno al tumore.

Gli inibitori dell’angiogenesi si distinguono come una forma unica di terapia, in quanto il loro meccanismo d’azione non è diretto sulle cellule tumorali stesse, ma piuttosto sulla rete vascolare che supporta la crescita neoplastica.

Attualmente, numerosi inibitori dell’angiogenesi sono stati approvati per l’uso clinico, non solo come agenti antineoplastici, ma anche per il trattamento di varie patologie oculari. La maggior parte di questi farmaci agisce inibendo il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF), i suoi recettori, o altre molecole implicate nel processo angiogenetico. Tipicamente, questi farmaci includono anticorpi monoclonali che si legano ai recettori del VEGF, bloccandone la funzionalità, o versioni modificate del fattore di crescita stesso, progettate per legarsi ai recettori senza attivarne la funzione.

Nel contesto delle terapie antitumorali, gli inibitori dell’angiogenesi tendono a essere meno tossici rispetto ai farmaci chemioterapici tradizionali, ma spesso mostrano una minore efficacia se non utilizzati in combinazione con altri agenti terapeutici [6].

Inibitori della crescita tumorale

Questa categoria di molecole manifesta un’azione antitumorale più selettiva rispetto ai trattamenti chemioterapici tradizionali. La selettività è attribuibile alla capacità di queste molecole di identificare specifiche proteine localizzate sulla superficie delle cellule tumorali o all’interno di esse, oppure di inibire i meccanismi cellulari implicati nella replicazione. Poiché tali proteine sono presenti in misura limitata anche nelle cellule sane, si verifica una predilezione dell’azione terapeutica verso le cellule neoplastiche. Gli agenti inibitori della crescita tumorale possono sia provocare la morte delle cellule tumorali sia prevenire la loro proliferazione.

Il trametinib, ad esempio, è approvato per l’uso in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da melanoma inoperabile o metastatico che presentano la mutazione del BRAF V600 [7].

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Supplementi nutrizionali orali

L’incidenza della neoplasia esercita un impatto considerevole sul profilo nutrizionale dei pazienti. Circa il 20% dei pazienti oncologici, corrispondenti a una stima di due milioni di individui, non riesce a superare la patologia a causa delle gravi conseguenze legate alla malnutrizione. In un contesto clinico moderno, la malnutrizione non è più da considerarsi una conseguenza inevitabile e ineludibile del cancro, ma piuttosto una condizione che può essere prevenuta e trattata efficacemente. L’approccio nutrizionale tempestivo e adeguato si afferma come un elemento fondamentale del percorso terapeutico oncologico, caratterizzato da una personalizzazione basata sulle esigenze specifiche del paziente, con l’obiettivo di prevenire o mitigare la perdita di peso e i rischi associati alla malnutrizione.

L’adozione di strategie preventive contro la perdita di peso ha molteplici benefici: attenua gli effetti tossici legati a radio- e chemioterapia, incrementa la reattività delle cellule tumorali ai trattamenti antineoplastici, potenzia le difese immunitarie del paziente, riduce la durata e la frequenza dei ricoveri ospedalieri, scongiura complicazioni post-chirurgiche e contribuisce a mitigare il rischio di sviluppare quadri depressivi. Tali interventi migliorano in modo significativo la qualità di vita, preservando la forza fisica e contrastando la debolezza. Le modalità di intervento nutrizionale variano in funzione dello stadio della malattia e del protocollo terapeutico prescritto dall’oncologo. Queste possono spaziare dall’adozione di un regime dietetico bilanciato alla somministrazione di supplementi nutrizionali orali. In casi dove tali misure non risultino sufficienti, si può ricorrere a tecniche di nutrizione enterale o parenterale, effettuabili sia in ambiente ospedaliero sia domiciliare.

Pertanto, l’accesso a nuovi prodotti nutrizionali, come i supplementi orali completi specificamente progettati per i pazienti oncologici, si rivela essenziale. Questi supplementi sono finalizzati al mantenimento del peso corporeo e della massa muscolare, elementi cruciali nella gestione complessiva della salute del paziente affetto da cancro [8].

Terapia biologica (anche detta target therapy o terapia a bersaglio molecolare)

I farmaci biologici costituiscono una categoria distinta di terapie mirate, caratterizzati dalla capacità di emulare sostanze biologicamente attive naturalmente presenti nell’organismo, pur essendo sintetizzati in laboratorio.

Questa classe di farmaci include [9]:

  • Fattori di crescita, noti anche come Colony Stimulating Factors (CSF): queste sostanze promuovono la produzione di cellule ematiche dal midollo osseo. Frequentemente, vengono impiegati in seguito a trattamenti chemioterapici per ristabilire un conteggio cellulare adeguato nel sangue.
  • Anticorpi monoclonali: queste molecole specifiche sono capaci di identificare e legarsi a determinati bersagli presenti sulle cellule tumorali, ma non su quelle sane. Ciò consente di concentrare il trattamento direttamente sulle cellule neoplastiche, riducendo l’impatto sui tessuti sani circostanti.
  • Interleuchine e interferone: queste sostanze naturalmente coinvolte nei processi infiammatori esibiscono diverse varianti, alcune delle quali, come l’interleuchina 2 e l’interferone, hanno mostrato efficacia nel contrastare varie forme di cancro. Tuttavia, il loro utilizzo è diminuito negli ultimi anni a favore di terapie più avanzate e meno tossiche, limitandone l’impiego a casi specifici.
  • “Vaccini” oncologici: alcuni trattamenti, analoghi nel meccanismo d’azione ai vaccini tradizionali, sono stati sviluppati per stimolare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali, similmente all’azione nei confronti di batteri o virus. Esempi di applicazione includono terapie per il melanoma avanzato e il cancro della prostata metastatico. Inoltre, sono in fase di ricerca vaccini preventivi che potrebbero ridurre il rischio di sviluppare specifiche neoplasie.

Terapia ormonale

Ormoni come gli estrogeni e gli androgeni sono noti per la loro capacità di favorire la proliferazione di alcune forme di neoplasie, in particolare quelle del seno e della prostata. Di conseguenza, la terapia ormonale, nota anche come ormonoterapia o terapia endocrina, si propone di inibire la produzione di questi ormoni o di interrompere il loro ruolo nell’indurre la moltiplicazione cellulare nelle cellule neoplastiche, un processo definito come azione proliferativa [10].

Nell’ambito delle terapie ormonali per il trattamento delle neoplasie, si utilizzano diverse classi di farmaci, tra cui [10]:

  • LHRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) analoghi agonisti: in pazienti femminili, questi agenti sopprimono la produzione di estrogeni dalle ovaie, inducendo l’interruzione del ciclo mestruale, mentre negli uomini inibiscono la sintesi di testosterone dai testicoli. I farmaci approvati in Italia includono triptorelina embonato, goserelin e leuprorelina acetato.
  • Inibitori dell’aromatasi: questi composti bloccano l’attività dell’enzima aromatasi, localizzato nel tessuto adiposo, nei muscoli e nel fegato, che converte gli androgeni in estrogeni. Tra gli esempi rientrano anastrozolo, letrozolo ed exemestane.
  • Modulatori selettivi dei recettori estrogenici (SERMs): agiscono in modo differenziato a seconda dell’organo bersaglio, esercitando effetti pro-estrogenici o anti-estrogenici. Tra questi si annoverano tamoxifene, raloxifene, arzoxifene e lasoxifene.
  • LHRH analoghi antagonisti: questi agenti, pur condividendo gli effetti finali degli agonisti, intervengono in maniera distinta a livello ipotalamico centrale. In Italia, l’unico composto di questa categoria registrato è il degarelix, impiegato per il trattamento della neoplasia prostatica.
  • Altri agenti terapeutici: comprendono il fulvestrant, il medrossiprogesterone acetato e il megestrolo acetato. Per i pazienti maschili, si utilizzano antiandrogeni quali abiraterone acetato, enzalutamide e apalutamide.

Terapie di supporto

La cura di supporto oncologica impiega metodologie basate su evidenze scientifiche per prevenire e gestire gli effetti collaterali del trattamento del cancro, senza avere come obiettivo diretto la cura del cancro stesso. Questo approccio è concepito per sostenere i pazienti durante il trattamento convenzionale, con l’obiettivo di affrontare le esigenze fisiche, psicologiche e sociali dei pazienti lungo tutto il percorso terapeutico per migliorarne la qualità della vita. Le terapie possono includere supporto nutrizionale, gestione del dolore, servizi di salute comportamentale e riabilitazione oncologica. Chiunque si trovi a dover affrontare un percorso terapeutico per il cancro, dalle fasi iniziali fino alla sopravvivenza, può trarre vantaggio dalla cura di supporto.

La cura di supporto comprende anche la cura palliativa o di sollievo. Tuttavia, questi termini sono spesso fraintesi dai pazienti, che ritengono erroneamente che questi termini siano sinonimi di cure di fine vita o siano destinati solo a coloro che presentano la patologia in stadio avanzato. Alcuni pazienti ritengono che la cura di supporto sia utilizzata al posto del trattamento oncologico convenzionale. Questi malintesi spesso impediscono alle persone di ricercare e utilizzare risorse utili progettate per prevenire e gestire gli effetti collaterali del trattamento del cancro [11].

Modo d’uso ed effetti collaterali

I farmaci antineoplastici, utilizzati per il trattamento delle neoplasie maligne, possono essere somministrati attraverso diverse vie, ognuna caratterizzata da specifiche indicazioni e meccanismi di azione. Le modalità di somministrazione includono:

  • Via orale: i farmaci possono essere assunti sotto forma di capsule o compresse, una modalità che permette al paziente una gestione autonoma e domiciliare del trattamento.
  • Via endovenosa: questa via prevede la somministrazione del farmaco direttamente nel flusso sanguigno attraverso iniezioni, fleboclisi o pompe per infusioni, permettendo una rapida distribuzione del principio attivo nell’organismo.
  • Via intramuscolare: l’iniezione del farmaco nel tessuto muscolare, tipicamente nella coscia o nei glutei, favorisce un assorbimento graduale del principio attivo.
  • Via sottocutanea: l’amministrazione sotto la pelle consente un assorbimento lento e continuo del farmaco.
    Via arteriosa: questa modalità prevede l’introduzione del farmaco direttamente in un’arteria, solitamente per trattare tumori in specifiche aree del corpo.
  • Via intratecale: l’impiego di farmaci nel fluido cerebrospinale, per trattare tumori che coinvolgono il sistema nervoso centrale.
  • Via intracavitaria: l’amministrazione del farmaco nella vescica, nel torace o nell’addome, per trattare tumori localizzati in queste aree.

Controindicazioni ed effetti collaterali delle Terapie Antitumorali

Le controindicazioni e gli effetti collaterali delle terapie antitumorali variano notevolmente in base alle caratteristiche individuali del paziente e al tipo specifico di trattamento. Grazie ai progressi nel campo dell’oncologia e allo sviluppo di nuove strategie di gestione, l’impatto di questi effetti collaterali è stato ridotto nel tempo. Tuttavia, alcune problematiche comuni includono:

  • Stanchezza: un comune effetto collaterale che incide sulla qualità di vita del paziente.
  • Problemi digestivi: tra cui nausea, vomito, alterazioni del gusto, perdita dell’appetito, diarrea o stipsi.
  • Aumento del rischio di infezioni, anemia e sanguinamenti: a causa della compromissione della funzionalità del midollo osseo.
  • Alopecia: Perdita dei capelli dovuta all’effetto dei farmaci sulle cellule a rapido turnover.
  • Problemi cutanei e alle unghie: cambiamenti nella pelle e nelle unghie possono verificarsi a seguito della terapia.
  • Neuropatie: disturbi nervosi che possono manifestarsi con dolore, intorpidimento o debolezza.
  • Problemi all’udito: alcuni farmaci possono influire sulla funzione uditiva.
  • Tossicità organica: danni a organi vitali come cuore, fegato, polmoni e reni possono essere conseguenza di specifici trattamenti antineoplastici.

È fondamentale un attento monitoraggio e una gestione personalizzata degli effetti collaterali per ottimizzare l’efficacia del trattamento e mantenere la qualità di vita del paziente.

In sintesi

Il panorama attuale delle terapie antineoplastiche offre una vasta gamma di opzioni terapeutiche, che si estendono dagli agenti chemioterapici tradizionali ai trattamenti più innovativi e mirati. La diversità e la specificità di questi farmaci, che comprendono modulatori selettivi dei recettori estrogenici, inibitori dell’aromatasi, LHRH analoghi, agenti differenziati, ormoni, e immunomodulatori, riflettono l’evoluzione continua nella lotta contro il cancro. La personalizzazione del trattamento, basata sulle caratteristiche molecolari del tumore e sul profilo clinico del paziente, sta diventando sempre più centrale nell’oncologia moderna.

L’immunoterapia, in particolare, ha aperto nuove frontiere nel trattamento del cancro, sfruttando la capacità del sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Parallelamente, la chemioterapia di combinazione ha mostrato come l’uso sinergico di più farmaci possa migliorare l’efficacia del trattamento e ridurre la resistenza al farmaco.

Nonostante i progressi significativi, la gestione degli effetti collaterali rimane una sfida fondamentale. L’obiettivo non è solo di massimizzare l’efficacia terapeutica ma anche di ottimizzare la qualità di vita del paziente, affrontando problemi quali stanchezza, disturbi digestivi, rischio di infezioni, alopecia, e tossicità organica. In questo contesto, la terapia di supporto gioca un ruolo vitale, fornendo cure palliative e assistenza nutrizionale, psicosociale e spirituale, indispensabili per un approccio olistico alla cura del cancro.

Infine, la crescente comprensione dei meccanismi biologici e molecolari del cancro continua a stimolare lo sviluppo di nuove terapie e strategie di trattamento, offrendo speranza per miglioramenti futuri nella cura e nella sopravvivenza dei pazienti oncologici.

Fonti e bibliografia

  1. Antineoplastic Agents [LiverTox: Clinical and Research Information on Drug-Induced Liver Injury – Last updated: 2023] URL: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK548022/
  2. Schede sui farmaci antitumorali [AIMAC] URL: https://www.aimac.it/farmaci-tumore
  3. Anticorpi monoclonali nella terapia oncologica [ISS] URL: https://www.iss.it/tumori-ed-immunita/-/asset_publisher/4A7XfrlDaJkC/content/gli-anticorpi-monoclonali-nella-terapia-oncologica%C2%A0
  4. Chemioterapia Antineoplasica [Università di Siena] URL: http://www3.unisi.it/farmacia/2002_2003/ctf/programmi/dispense/farmaci_antitumorali.htm
  5. Immuno-oncologia [AIMAC] URL: https://www.aimac.it/cura-tumore/immuno-oncologia
  6. Farmaci anti angiogenici [ISS] URL: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/f/farmaci-antiangiogenici-farmaci-inibitori-dell-angiogenesi
  7. Trametinib [AIMAC] URL: https://www.aimac.it/farmaci-tumore/inibitori-crescita-tumorale/trametinib
  8. Supplementi nutrizionali orali [AIMAC] URL: https://www.aimac.it/farmaci-tumore/supplementi-nutrizionali-orali/i-supplementi-nutrizionali-orali
  9. Terapie mirate [AIRC] URL: https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/guida-alle-terapie/terapie-mirate
  10. La terapia ormonale dei tumori [AIRC] URL: https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/guida-alle-terapie/la-terapia-ormonale-dei-tumori
  11. Cancer Supportive Care [Cancer Center] URL: https://www.cancercenter.com/community/blog/2020/12/cancer-supportive-care

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