Intervento per il tumore al rene: informazioni utili

lunedì, 15 Gen 2024

Gli interventi chirurgici per la rimozione del tumore al rene sono chiamati nefrectomia e può essere effettuato in vari modi, in base alle condizioni del paziente, alla sua anamnesi, alla diagnosi e allo stadio del tumore. In questo articolo verranno approfonditi alcuni degli aspetti principali che riguardano le procedure di chirurgia annesse alla terapia e alle strategie terapeutiche contro il tumore al rene.

Indice argomenti

Tumore al rene: panoramica

Il tumore al rene è una forma di cancro che si sviluppa nelle cellule del rene. Questo organo svolge un ruolo essenziale nel filtrare il sangue, rimuovere le sostanze di scarto e l’eccesso di liquidi dal corpo, nonché regolare la pressione sanguigna. I reni sono due, hanno una forma simile a quella di un fagiolo, e sono situati nella parte posteriore dell’addome, sopra la vita [1].

In oncologia si ritiene che il cancro al rene si sviluppi quando le cellule renali iniziano a proliferare in modo anomalo, formando una massa sui tessuti dell’organo. A volte, la neoplasia può generare delle metastasi, ovvero la diffusione delle cellule tumorali ad altri organi o in un’area diversa e lontana dalla sede del tumore primario.

I fattori di rischio [2] noti per lo sviluppo del cancro al rene includono, innanzitutto, l’età (il rischio di contrarre un cancro del rene aumenta sopra i 45-55 anni) e il genere (gli uomini sono più interessati delle donne), ma anche lo stile di vita può avere un certo impatto: le persone sovrappeso o affette da obesità possono essere più a rischio, così come quelle che fumano o che sono regolarmente esposte a sostanze chimiche nocive (come il cadmio, la fenacetina o la trielina). Sono più esposte anche le persone che soffrono di ipertensione arteriosa o che hanno malattie renali ereditarie [2].

Va inoltre ricordato che spesso il cancro al rene non causa sintomi, specie nelle prime fasi. Capita perciò che la diagnosi, che può richiedere esami del sangue, tecniche di imaging come la tomografia computerizzata o la risonanza magnetica e una biopsia, sia incidentale, che avvenga cioè durante esami effettuati per verificare la presenza di altre patologie [2].

In fase avanzata, i sintomi possono includere invece sangue nelle urine, dolore nella parte laterale o nella parte bassa della schiena, massa palpabile o gonfiore nella zona addominale e una non altrimenti giustificabile perdita di peso.

Il tasso di sopravvivenza per il cancro al rene varia notevolmente in base allo stadio di avanzamento della patologia, al momento della diagnosi e ad altri fattori. In generale, le persone con tumori al rene in stadi più precoci tendono ad avere tassi di sopravvivenza più alti rispetto a quelli con tumori in stadi avanzati. Le statistiche di sopravvivenza a 5 anni possono essere superiori al 70% per i tumori diagnosticati precocemente, ma possono diminuire significativamente con l’avanzare dello stadio. Il tumore al rene resta comunque abbastanza raro (è responsabile di non più del 3% di tutti i tumori negli adulti), sebbene ogni anni in media circa 76.000 persone sviluppino un tumore renale, di cui quasi 14.000 con un decorso fatale [3].

Si ricorda, comunque, che ogni caso è unico, e la prognosi può variare notevolmente di paziente in paziente. È quindi importante discutere con un medico specialista le opzioni di trattamento e le aspettative di vita in base alla propria situazione clinica specifica. La diagnosi precoce, la prevenzione e la gestione appropriata della malattia restano fattori fondamentali per migliorare le prospettive di sopravvivenza.

Una conoscenza approfondita del tumore al rene permette all’oncologo di stabilire la terapia più adatta. Scopri quali test possono esserti utili su Medendi.org!

Intervento per il tumore al rene: caratteristiche

Le opzioni di trattamento per il cancro al rene possono includere: radioterapia e immunoterapia specifica, così come terapie a bersaglio molecolare. L’opzione più frequente resta tuttavia quella della chirurgia, con un intervento detto nefrectomia (rimozione del rene). La prima scelta in tal senso riguarda se effettuare una nefrectomia totale o parziale, e dipende dalla dimensione e dalla posizione del tumore.

I principali tipi di intervento chirurgico per il tumore del rene sono quindi:

  • la nefrectomia radicale, che rimuove il rene, la ghiandola surrenale e il tessuto circostante (e spesso vengono rimossi anche i linfonodi vicini). È l’intervento più comune per il tumore del rene e oggi può essere eseguito attraverso una piccola incisione in laparoscopia, considerata mininvasiva;
  • la nefrectomia semplice, che rimuove solo il rene, lasciando libera la cavità;
  • la nefrectomia parziale, che rimuove il tumore nel rene insieme a parte del tessuto circostante. Questa procedura è utilizzata per i pazienti con tumori molto limitati nelle dimensioni (meno di 4 cm) o in quei pazienti in cui una nefrectomia radicale potrebbe danneggiare l’altro rene [1].

Intervento per il tumore al rene: quando e come viene effettuato

La nefrectomia radicale viene effettuata in particolare dopo una nefrectomia parziale, quando diventa evidente che quest’ultima non è risolutiva. In generale, la nefrectomia è raccomandata ad uno stadio iniziale della malattia oncologica, nel momento in cui il tumore non si è ancora diffuso con metastasi nei tessuti circostanti. L’intervento procede solitamente attraverso le seguenti fasi:

  • Il paziente viene preparato con una dieta specifica e anestetizzato (in anestesia generale).
  • Accesso e rimozione: l’intervento può essere eseguito tramite diversi approcci, con un’incisione nella parte addominale o dal fianco per accedere al rene (chirurgia tradizionale) o in chirurgia laparoscopica (con strumenti specializzati e apposita telecamera inseriti attraverso piccole incisioni, effettuate con o senza l’aiuto di un robot). Il secondo metodo comporta meno dolore e tempi di recupero più brevi rispetto all’approccio aperto. Nella nefrectomia radicale, l’intero rene o la parte del rene con il tumore viene quindi asportato, facendo particolare attenzione al drenaggio e a eventuali sanguinamenti, che vengono suturati dal chirurgo per chiudere la ferita.
  • Recupero: dopo l’intervento, il paziente viene osservato in ospedale per un ricovero che può durare un periodo di tempo compreso tra 3 e 7 giorni, al fine di monitorare il recupero e affrontare eventuali complicanze. In caso di febbre o dolori addominali, oppure se si notano sanguinamenti, il paziente torna in ospedale per i dovuti accertamenti. Segue un periodo di decorso postoperatorio e di riabilitazione, che può includere fisioterapia per aiutare il paziente a recuperare la forza muscolare e il controllo vescicale.
  • Follow-up: per almeno 5 anni dopo l’intervento, il medico pianifica con il paziente un regolare e periodico programma di visite di controllo, la cui frequenza dipende dall’analisi che viene fatta in laboratorio sul tumore asportato [4].

La scelta tra nefrectomia radicale e parziale dipenderà dalla dimensione e dalla posizione del tumore, dalle condizioni generali del paziente e da altri fattori. È importante discutere con il chirurgo le opzioni e i dettagli dell’intervento prima della procedura.

Intervento per il tumore al rene: pro e contro

Come ogni intervento di questo tipo, anche quello per la rimozione del tumore al rene comporta una serie di vantaggi e di svantaggi per la salute del paziente.

Vantaggi

  • Rimozione del tumore. L’intervento chirurgico mira a rimuovere completamente il tumore renale: si tratta di una procedura particolarmente efficace per i tumori localizzati e risolutiva se il tumore non si è diffuso ad altre parti del corpo.
  • Esame patologico accurato. Dopo l’intervento, il tessuto renale rimosso viene esaminato al microscopio per determinare ulteriori dettagli sul tumore, come il suo grado e stadio, in modo da poter pianificare ulteriori trattamenti, se necessario.
  • Per i tumori localizzati, la nefrectomia può rappresentare una cura efficace e risolutiva, specie se il tumore è diagnosticato precocemente.

Svantaggi

  • Possibili effetti collaterali. L’intervento chirurgico al rene può causare effetti collaterali significativi, tra cui incontinenza urinaria (alcuni pazienti potrebbero sperimentare perdite urinarie temporanee o permanenti), disfunzione erettile (gli uomini potrebbero riscontrare problemi di erezione), cicatrici (le incisioni chirurgiche sono chiuse da punti di sutura che lasciano segni antiestetici permanenti).
  • Rischio di complicazioni. Come con qualsiasi procedura chirurgica, esistono rischi di complicazioni, tra cui infezioni, sanguinamenti e reazioni all’anestesia.
  • Tempo di recupero. Il recupero da un intervento di nefrectomia può richiedere tempo, oltre i giorni di ospedalizzazione. Spesso, inoltre, il paziente resta o torna in degenza in ospedale più del tempo pronosticato, e il ritorno alle normali attività quotidiane può richiedere settimane o mesi.
  • Rischio di recidiva. Anche se l’intervento ha rimosso il tumore, in alcuni casi il cancro potrebbe recidivare o diffondersi ad altre parti del corpo, e quindi richiedere trattamenti aggiuntivi come la chemioterapia o la radioterapia.
  • Costi finanziari ed emotivi. L’intervento chirurgico e il trattamento del cancro comportano spesso costi significativi, sia finanziari che emotivi. Spese mediche, tempo perso al lavoro o sottratto agli affetti, stress emotivo associato alla diagnosi e al processo chirurgico sono situazioni piuttosto comuni in terapie di questo genere.
  • Selezione del paziente. L’intervento chirurgico al rene è indicato principalmente per pazienti con tumori localizzati o localmente avanzati, mentre non è la scelta migliore per altri pazienti: una valutazione accurata della situazione clinica è necessaria per determinare l’approccio più appropriato.

In sintesi

Il tumore al rene è una forma di cancro che colpisce le cellule renali. I fattori di rischio includono età, sesso, stile di vita e condizioni ereditarie e del sistema immunitario. Il cancro spesso non mostra sintomi nelle prime fasi ma può manifestarsi con sangue nelle urine o dolore lombare avanzando. Il trattamento principale è la chirurgia (nefrectomia) che può comportare effetti collaterali come incontinenza e disfunzione erettile, ma che in alcuni casi (specie nelle fasi iniziali della malattia) è la scelta terapeutica più efficace. La scelta tra i tipi di nefrectomia dipende dalla situazione del paziente, ma la diagnosi precoce resta un elemento cruciale per una migliore sopravvivenza.

Fonti e bibliografia

  1. WebMD, Understanding Kidney Cancer URL: https://www.webmd.com/cancer/understanding-kidney-cancer
  2. AIRC, Tumore al rene URL: https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-del-rene
  3. Manuale MSD, versione per pazienti, Carcinoma renale URL: https://www.msdmanuals.com/it/casa/patologie-delle-vie-urinarie-e-dei-reni/tumori-del-rene-e-del-tratto-genitourinario/carcinoma-renale
  4. Società italiana di urologia, Nefrectomia radicale URL: https://siu.it/salute/trattamenti/interventi/nefrectomia-radicale

Conoscere le alterazioni molecolari del tumore permette di utilizzare terapie mirate che colpiscono con precisione le cellule tumorali. Perché sia possibile, servono diagnostiche molecolari come l’analisi genetica e l’analisi proteomica. Medendi offre diagnostiche avanzate e innovative per prevenire, conoscere e combattere il cancro. Scopri i nostri servizi: la valutazione preliminare è sempre gratuita.

Altri articoli interessanti