Vaccini contro il cancro: qual è il loro ruolo?

giovedì, 25 Gen 2024

Le recenti ricerche indicano che l’utilizzo di vaccini terapeutici basati su mRNA, in combinazione con altre molecole bioattive, sta emergendo come una strategia promettente nel trattamento di specifiche neoplasie. Tuttavia, è necessaria un’ulteriore investigazione scientifica per approfondire e ottimizzare queste terapie.

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Vaccini contro il cancro: qual è il loro ruolo?

L’immunoterapia si è affermata come una strategia rivoluzionaria nel trattamento oncologico. I vaccini a mRNA rappresentano una piattaforma immunoterapeutica promettente ed efficace contro il cancro, grazie alla loro elevata efficacia, specificità, versatilità, capacità di sviluppo rapido e su larga scala, potenziale di produzione a basso costo e sicurezza. Recenti progressi tecnologici nella progettazione e nella produzione dei vaccini a mRNA hanno accelerato lo sviluppo e l’applicazione clinica dei vaccini anticancro a mRNA [1].

Vaccini terapeutici, non preventivi

Nel contesto della profilassi vaccinale, il termine ‘vaccino’ si riferisce, per il senso comune, a una gamma di prodotti biologici finalizzati alla prevenzione di specifiche patologie infettive. Il principio fondamentale della vaccinazione consiste nel sensibilizzare il sistema immunitario affinché sia in grado di riconoscere ed eliminare un agente patogeno senza innescare la malattia stessa. Esistono diverse strategie per raggiungere questo obiettivo, tra le quali la tecnologia a mRNA rappresenta un approccio d’avanguardia. Il concetto che sottende all’uso dei vaccini a mRNA è sia semplice che rivoluzionario: si introduce nel corpo umano il messaggio genetico, sotto forma di mRNA, per indurre la produzione endogena delle proteine antigene, allo scopo di stimolare una risposta immunitaria mirata [2].

In ambito oncologico, lo sviluppo di vaccini a mRNA rappresenta una strategia terapeutica (somministrata, quindi, a diagnosi di tumore ottenuta) per indurre risposte immunitarie specifiche e durature contro gli antigeni tumorali (AT). L’innesco artificiale di una risposta immunitaria contro gli AT costituisce la base per la realizzazione di vaccini contro i tumori [1].

Va precisato, tuttavia, che ai fini di profilassi e prevenzione, attualmente esistono invero due vaccini profilattici, riconosciuti come strumenti efficaci per la prevenzione di neoplasie indotte dal virus dell’epatite B e dal papillomavirus umano (ceppi 11, 14, 15). Tuttavia, non è possibile prevenire tutti i tipi di cancro mediante la vaccinazione profilattica, poiché non tutte le neoplasie sono causate da virus. Ad oggi, nessun vaccino preventivo contro i tumori non virali è stato approvato per l’uso umano [1].

Vaccini contro il cancro: come funzionano

I vaccini a mRNA agiscono introducendo una sequenza di mRNA corrispondente a una proteina virale, tipicamente un frammento di una proteina presente sulla membrana esterna del virus. Utilizzando questo mRNA, le cellule sono in grado di produrre la proteina virale. Come parte di una normale risposta immunitaria, il sistema immunitario riconosce che la proteina è estranea e produce proteine specializzate chiamate anticorpi. Gli anticorpi aiutano a proteggere l’organismo dall’infezione riconoscendo i singoli virus o altri patogeni, legandosi a essi e segnalandoli per la distruzione. Una volta prodotti, gli anticorpi permangono nel corpo, anche dopo che questo ha eliminato il patogeno, in modo che il sistema immunitario possa rispondere rapidamente in caso di nuova esposizione. Se una persona viene esposta a un virus dopo aver ricevuto la vaccinazione a mRNA per quel virus, gli anticorpi possono rapidamente riconoscerlo, legarsi ad esso e segnalarlo per la distruzione prima che possa causare malattie gravi [3].

Questa tecnologia è da tempo oggetto di studi nel contesto della lotta oncologica. Infatti, i vaccini non hanno esclusivamente una funzione preventiva; attraverso la stimolazione del sistema immunitario, i vaccini possono anche esercitare una funzione terapeutica. Questo è il caso dei vaccini a mRNA contro il cancro, i quali sono progettati per attivare una risposta immunitaria specifica contro le cellule neoplastiche, stimolando una risposta immunitaria contro un target molecolare ben definito. I vaccini terapeutici mirano a scatenare una risposta contro un antigene tumorale specifico, presente nelle cellule tumorali ma assente nelle cellule sane. Ciò permette al sistema immunitario di combattere il tumore preservando il tessuto sano circostante [2].

Il principio per cui i vaccini terapeutici contro il cancro funzionano è la conoscenza approfondita del cancro. I test offerti da Medendi aiutano a conoscere il cancro a fondo.

Tipologie

In oncologia, i vaccini antitumorali vengono classificati in vaccini basati su cellule tumorali, vaccini basati su peptidi, vaccini basati su vettori virali e vaccini basati su acidi nucleici.

Nel dettaglio:

  • Vaccini basati su cellule tumorali: questo approccio rappresenta un metodo semplice e diretto, nel quale si utilizzano cellule tumorali allogeniche o autologhe derivate dal paziente per produrre vaccini cellulari. Per potenziare la risposta immunitaria contro le cellule tumorali intere, le linee cellulari tumorali possono essere geneticamente modificate mediante l’introduzione di geni codificanti per citochine, chemochine e molecole costimolatorie, o tramite il silenziamento di geni immunosoppressori. La limitazione di questo metodo risiede talvolta nella difficoltà di ottenere un numero sufficiente di cellule per indurre una risposta immunitaria efficace [1].
  • Vaccini antitumorali basati su peptidi: consistono nell’uso di antigeni peptidici tumorali altamente immunogenici per indurre la risposta immunitaria desiderata. Utilizzando peptidi sintetici, gli approcci vaccinali a base di peptidi vengono impiegati nello sviluppo di vaccini antitumorali personalizzati. Dopo somministrazione, i peptidi antigenici vengono captati dalle cellule presentanti l’antigene (APC) e presentati in complesso con le molecole HLA sulla superficie della cellula. Le cellule T riconoscono gli antigeni superficiali, portando a risposte immunitarie specifiche per il cancro. L’approccio vaccinale basato sui peptidi presenta diversi vantaggi rispetto ad altri tipi di vaccini, in particolare in termini di sicurezza e facilità di produzione. I vaccini contro l’HBV e l’HPV per i tumori del fegato e del collo dell’utero sono due esempi di vaccini basati su peptidi [1].
  • Vaccini a vettore virale: molti virus sono intrinsecamente immunogenici e il loro contenuto genetico può essere manipolato per includere sequenze codificanti per antigeni tumorali (AT). Diversi virus sono stati utilizzati come piattaforme per i vaccini antitumorali. I vettori vaccinali virali più comuni provengono da adenovirus, poxvirus e alphavirus. La maggior parte dei vettori virali sono versioni difettive nella replicazione o attenuate. Un vantaggio principale dei vaccini basati su virus è che il sistema immunitario risponde in modo efficiente ai virus, con meccanismi sia innati che adattativi che collaborano nell’indurre risposte immunitarie forti e durature. Lo svantaggio è che la risposta immunitaria antivirale può neutralizzare il vettore, limitando la possibilità di ulteriori immunizzazioni ripetute [1].
  • Vaccini basati su acidi nucleici: sono vaccini che contengono antigeni codificati da DNA o RNA. La piattaforma vaccinale a base di acido nucleico si presenta altamente promettente, poiché permette la facile somministrazione di multipli antigeni con una singola immunizzazione e per la sua capacità di indurre forti risposte delle cellule T CD8+ mediate da MHC I. Rispetto ai vaccini tradizionali, i vaccini a acidi nucleici hanno dimostrato vantaggi quali la sicurezza, la specificità nell’indurre la risposta immunitaria per l’antigene di interesse, l’induzione di risposte immunitarie cellulari, un costo di produzione relativamente basso e facilità nella fabbricazione [1].

Potrebbero volerci anni prima che i vaccini antitumorali diventino una realtà nella pratica clinica. Ma già oggi si può fare molto grazie a immunoterapia e terapie mirate a bersaglio molecolare. Compila il form per ottenere una diagnosi avanzata della tua patologia e pianificare un piano terapeutico personalizzato.

Vaccini contro il cancro: informazioni utili

La sperimentazione clinica dei vaccini a mRNA per la lotta ai tumori è ancora acerba, ma prosegue con rinnovato interesse in particolar modo grazie ai progressi fatti durante la pandemia da COVID-19, tenuta sotto controllo proprio grazie a questo tipo di vaccino.

Al momento sono in corso sperimentazioni su vaccini per neoplasie del polmone (carcinoma polmonare), il melanoma [6] e i tumori testa-collo [2], mentre nel maggio 2023 sono usciti i risultati (promettenti) della sperimentazione di un vaccino per il tumore del pancreas [4]. Va precisato che i risultati migliori non si sono ottenuti con la sola vaccinazione, ma abbinando la somministrazione di farmaci immunoterapici quali atezolizumab e pembrolizumab.

Gli effetti collaterali possono variare in base al tipo di vaccino antitumorale, ai bersagli specifici del vaccino, e possono essere influenzati anche dalla localizzazione e dal tipo di tumore, nonché dallo stato di salute generale dei pazienti. Il rischio di effetti collaterali potenziali correlati ai vaccini antitumorali potrebbe derivare da una risposta immunitaria mal indirizzata, in cui il sistema immunitario attacca le cellule sane che esprimono le stesse proteine bersaglio [5].

In sintesi

I vaccini contro il cancro, in particolare quelli a mRNA, si stanno rivelando una piattaforma immunoterapeutica promettente ed efficace nel trattamento oncologico. Questi vaccini, che includono anche tipologie basate su cellule, peptidi, vettori virali, si stanno rivelando promettenti, specie se somministrati in combinazione con farmaci immunoterapici.

Stimolano una risposta immunitaria mirata contro gli antigeni tumorali, offrendo vantaggi come la sicurezza, specificità, e facilità di produzione.

Tuttavia, per quanto avanzata, la ricerca è ancora in fase di sperimentazione, con studi in corso su vari tipi di tumori e ci vorrà ancora molto tempo prima che entrino nell’uso comune nella medicina oncologica. I potenziali effetti collaterali possono variare in base al tipo di vaccino e alle caratteristiche specifiche del tumore e del paziente.

Fonti e bibliografia

  1. mRNA vaccines for cancer immunotherapy [Frontiers, 2022] URL: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fimmu.2022.1029069/full
  2. Vaccini mRNA per la cura dei tumori: a che punto siamo? [Fondazione Veronesi] URL: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/vaccini-a-mrna-per-la-cura-dei-tumori-a-che-punto-siamo
  3. What are mRNA vaccines and how do they work? [Medline Plus] URL: https://medlineplus.gov/genetics/understanding/therapy/mrnavaccines/
  4. An mRNA vaccine to treat pancreatic cancer [NIH] URL: https://www.nih.gov/news-events/nih-research-matters/mrna-vaccine-treat-pancreatic-cancer
  5. Cancer vaccines [CRI] URL: https://www.cancerresearch.org/treatment-types/cancer-vaccines
  6. FDA grants breakthrough designation to MRNA vaccine for resected melanoma URL: https://www.cancernetwork.com/view/fda-grants-breakthrough-designation-to-mrna-vaccine-for-resected-melanoma

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