Una promettente frontiera per i pazienti oncologici: l’immunoterapia

giovedì, 20 Mag 2021

L’immunoterapia è una strategia terapeutica che istruisce il sistema immunitario a combattere le cellule tumorali e si si basa sulla sua capacità di riconoscere e distruggere le cellule anomale. Si tratta di una terapia che mostrato efficacia in particolare nel trattamento del tumore polmonare, melanoma metastatico, cancro della vescica e alcune forme di cancro al seno, sebbene non ogni paziente risponda allo stesso modo: presenta vantaggi, come la creazione di una memoria immunitaria, ma anche sfide, tra cui costi elevati ed effetti collaterali. In questo articolo cercheremo di trattare l’argomento da più angolazioni, e di fare un punto sul ruolo della sperimentazione e della ricerca volte a migliorare questa promettente area terapeutica.

Indice argomenti

Premessa

Come noto a chiunque, il sistema immunitario ha il compito di proteggere l’organismo: attraverso l’interazione di differenti sottosistemi (nativi, adattativi [5]) e una complessa regolazione di diversi tipi di cellule (linfociti, macrofagi e molte altre), è infatti in grado di riconoscere ed eliminare agenti patogeni come virus, batteri e cellule “estranee” tra cui, anche, le cellule tumorali. Per quanto sofisticato, il sistema immunitario non è però infallibile anche se, proprio grazie all’immunoterapia, può diventare più reattivo ed efficiente nell’identificare ed eliminare le cellule tumorali.

Cos’è l’immunoterapia e a cosa serve?

L’immunoterapia è una rivoluzionaria modalità di trattamento nel campo dell’oncologia, che si basa sul meccanismo di difesa naturale del corpo, ovvero il sistema immunitario, per combattere le cellule tumorali. Semplificando un po’, si può affermare che l’obiettivo di questo approccio miri, innanzitutto, a potenziare la risposta immunitaria contro il cancro e varie patologie, modificandone gli abituali comportamenti [1].

A differenza di molti farmaci antitumorali, l’immunoterapia non mira quindi direttamente alle cellule cancerose, ma lavora quindi sul sistema immunitario, stimolandolo a riconoscere e attaccare le cellule tumorali: questa è la principale differenza con le altre strategie terapeutiche attualmente in uso per la cura di una malattia oncologica.

L’immunoterapia può includere a sua volta diverse strategie: una delle più conosciute è quella che comprende l’uso di anticorpi monoclonali progettati per bloccare i checkpoint immunitari che impediscono al sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali. Altri approcci prevedono l’uso di citochine e recettori delle citochine (sorta di “messaggeri” del sistema immunitario) e lo sfruttamento delle cosiddette proteine di fusione, composti chimici prodotti in laboratorio al preciso scopo di modificare il funzionamento del sistema immunitario.

L’immunoterapia viene utilizzata in clinica per trattare vari tipi di cancro, ma anche per alcune forme di allergia, per la sclerosi multipla, per le artriti [2].

Potenziare il nostro sistema immunitario

Per eliminare le cellule tumorali, il sistema immunitario deve innanzitutto riconoscerle. I meccanismi alla base di questo “riconoscimento” sono diversi e complessi ma spesso si basano sulla lettura di “firme specifiche” presenti sulla superficie delle cellule tumorali. Queste firme (antigeni) possono ad esempio essere enzimi espressi in misura eccessiva (rispetto a una cellula sana) o proteine importanti nella regolazione della crescita cellulare che mutano in molecole che favoriscono la proliferazione tumorale (oncogeni: ne abbiamo parlato in questo articolo). Purtroppo, le cellule tumorali hanno l’innata abilità di aggirare il sistema immunitario: ad esempio, possono nascondere la propria firma antigenica oppure rilasciare prodotti che inibiscono l’intervento da parte dei linfociti.

Nel trattamento delle patologie oncologiche, l’immunoterapia è un intervento terapeutico che aiuta a risvegliare il sistema immunitario così che riesca a riconoscere ed eliminare le cellule tumorali con maggiore efficienza. Le principali strategie sono basate sull’uso di anticorpi (i più comuni sono anti-CTL4, anti-PD1 e anti-PD-L1) che bloccano la capacità delle cellule tumorali di nascondersi e rimuovono i “freni intrinseci” del sistema immunitario così da escludere ogni tolleranza nei confronti delle cellule tumorali.

L’immunoterapia applicata in oncologia

I tipi di tumori che meglio rispondono all’immunoterapia sono il tumore polmonare, il melanoma, il cancro della vescica e, in misura minore, i tumori della mammella triplo negativi (in questo articolo chiariamo le tre principali tipologie di cancro al seno). Non tutti i pazienti con questi neoplasie maligne sono però sensibili all’immunoterapia. Attualmente è purtroppo impossibile predire con esattezza chi risponderà o meno alla terapia, sebbene la ricerca progredisca a pieno regime e vi siano marcatori specifici capaci di fornire un’indicazione di base: ad esempio PD-L1 nel microambiente tumorale, la presenza di linfociti all’interno del tumore, o la quantità di mutazioni genetiche nelle cellule tumorali.

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Una terapia con caratteristiche specifiche

L’immunoterapia si differenzia profondamente da altre terapie consolidate come chemioterapia e terapie target. Due degli aspetti peculiari che la differenziano da esse dipendono in larga misura dal fatto che i trattamenti immunoterapici, come si è accennato, non colpiscono direttamente le cellule tumorali ma agiscono sul sistema immunitario per attivarne e potenziarne le dinamiche difensive:

  • l’immunoterapia può richiedere tempi più lunghi prima che si possa riscontrare un effetto benefico – fino ad alcuni mesi – e può accadere che vi sia un iniziale, temporaneo aumento della massa tumorale prima di riscontrarne la riduzione;
  • l’immunoterapia genera una sorta di “memoria” nel sistema immunitario: questo affascinante aspetto fa sì che alcuni pazienti continuino a rispondere alla terapia e a rimanere in remissione anche quando il trattamento è stato sospeso.

Nuove vie di ricerca

L’immunoterapia è oggetto di intensa ricerca e sviluppo in studi clinici per migliorarne l’efficacia. Attualmente, i percorsi più battuti fatto riferimento a queste tipologie di immunoterapia:

  • Inibitori del checkpoint immunitario
    Si tratta del sistema descritto nei paragrafi precedenti: il sistema di “freni” chiamato checkpoint immunitario, che impedisce all’organismo di attaccare le cellule sane, viene inibito tramite proteine PD-1, PD-L1 e CTLA-4, farmaci che rendono più riconoscibile l’antigene tumorale, consentendo al sistema immunitario di bloccare la crescita delle cellule cancerose [3].
  • Immunoterapia adottiva
    Con questa denominazione si identifica un gruppo di trattamenti che ha come scopo quello di prelevare delle cellule immunitarie, coltivarle in laboratorio in modo da aumentarne numero e capacità e reimmetterle nel paziente tramite trasfusione. Rientrano in questa categoria la terapia con linfociti a cellule T (TIL) e alcune terapie in via di sperimentazione, come la terapia con recettore ingegnerizzato delle cellule T (TCR) e la terapia con cellule CAR T [3, 4].
  • Anticorpi monoclonali
    Sono proteine del sistema immunitario prodotte in laboratorio: quelli più usati sono i cosiddetti “anticorpi nudi” (perché nella somministrazione non sono associati a un altro farmaco), specializzati nel bloccare gli antigeni che aiutano il sistema immunitario a bloccare la diffusione delle cellule cancerose [3].
  • Terapia del virus oncolitico
    È in corso una sperimentazione che utilizza virus particolari che che infettano e uccidono le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane: attualmente ne è stato approvato in particolare uno, il talimogene laherparepvec (T-VEC, Imlygic), per il trattamento del melanoma metastatico [3].
  • Vaccini
    Si tratta di una terapia che mira a stimolare nuovamente il sistema immunitario contro un tumore che è stato già sviluppato dall’organismo: utilizza infatti cellule tumorali morte, proteine ​​o frammenti o proteine ​​di cellule tumorali per riattivare i meccanismi di memoria immunitaria. Attualmente i vaccini approvati sono due e proteggono dal papillomavirus umano (HPV), che è collegato ai tumori della cervice, della gola, e dell’apparato riproduttivo, e dall’epatite B (HBV), che può causare il cancro al fegato [3, 4].
  • Modulatori del sistema immunitario
    Sono farmaci che stimolano il sistema immunitario proteggendo gli organi dalla diffusione delle cellule tumorali [3].

Effetti collaterali dell’immunoterapia

Sebbene l’immunoterapia rappresenti un notevole avanzamento nella lotta contro il cancro e presenti bassa tossicità, può comportare significativi effetti collaterali sull’organismo. Solitamente, dal momento che questa terapia prevedere una maggiore stimolazione del sistema immunitario, i problemi più ingenti derivano da una risposta immunitaria troppo intensa, che causa infiammazioni o danni ai tessuti sani.

Alcuni pazienti sperimentano stanchezza, febbre, che richiedono la supervisione regolare di un medico. Altre reazioni avverse prevedono cefalea, nausea, depressione, insonnia, diarrea, pressione alta e tachicardia, rossori o irritazioni della pelle, prurito, diminuzione dell’appetito.

Gli esami del sangue e altri test di diagnosi diventano molto spesso necessari per monitorare i pazienti sottoposti a immunoterapia; inoltre, la gestione degli effetti collaterali richiede un approccio specializzato e il coinvolgimento di ricercatori e specialisti in oncologia.

La presenza di effetti collaterali deve indurre la ricerca a una maggiore attività, concentrando parte del proprio lavoro sulla qualità della vita del paziente. La prevenzione e il trattamento dei tumori con l’immunoterapia, d’altro canto, stanno rivoluzionando il campo della salute, offrendo nuove opportunità di sopravvivenza e cura: un motivo più che sufficiente per proseguire la ricerca in questa direzione.

Conclusioni

Per quanto promettente, l’immunoterapia è un campo relativamente nuovi di ricerca applicata all’oncologia, e presenta alcuni svantaggi come i costi elevati e, in certi casi, gli effetti collaterali che ne potrebbero limitare l’utilizzo soprattutto in pazienti con malattie autoimmuni in fase attiva, infezioni virali croniche o già sottoposti ad altre terapie come la terapia steroidea (confronta questo interessante articolo nel sito “Immunoncologia”).

La grande sfida, oggi, è di espandere il numero di pazienti (e tipologie di tumori) che potranno rispondere all’immunoterapia, che rappresenta comunque – e indubbiamente – uno dei campi di ricerca più battuti e, molto probabilmente, suscettibile a costanti miglioramenti nell’arco dei prossimi anni.

Fonti e bibliografia

  1. Immunoterapia [MSD manuals – versione per pazienti] URL: https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-immunitari/biologia-del-sistema-immunitario/immunoterapia
  2. How Immunotherapy Works [MDweb] URL: https://www.webmd.com/cancer/graphic-how-immunotherapy-works
  3. Types of Immunotherapy [MDWeb] URL: https://www.webmd.com/cancer/cm/treatment-types-immunotherapy
  4. Immunoterapia dei tumori e vaccini antitumorali [Istituto Superiore di Sanità] URL: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/immunoterapia-dei-tumori-e-vaccini-antitumorali
  5. Prevenzione e trattamento del cancro URL: https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/cancro/prevenzione-e-trattamento-del-cancro/immunoterapia-per-il-cancro
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